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CENTRALE a BIOMASSE a SERRAVALLE SESIA

 

leggi direttamente la presa di posizione di Scavarelli sui media cliccando qui

 

 cerchiamo di capirci qualcosa... s. e. & o.

(FONTE COMITATO CIVICO)

 

IL PUNTO:

 Costruzione di una nuova grande centrale a biomasse a Serravalle Sesia (VC)

 Una società privata, ha attivato la procedura per richiedere la costruzione di una centrale a biomassa, alimentata a polpa, cortecce e potature di legname, nel territorio del Comune di Serravalle Sesia, e più precisamente all’interno dell’area industriale di Cartiera Italiana SpA, area sottoposta a Piano Particolareggiato, la cui proprietà fa riferimento agli stessi titolari della società proponente.

Per quando sarà prevista:

La messa in esercizio è prevista entro fine 2010.

Quanto sarà grande:

 La potenza nominale globale prevista per la centrale è di 23,5 mW termici (mWt). Di tale potenza complessiva, sulla base della tecnologia adottata, soltanto il 23,7% potrà tradursi in potenza per la effettiva produzione di energia elettrica, equivalente a 5,5 mW elettrici (Mwe). Più precisamente, il rendimento elettrico lordo della centrale risulta pari a: 5.585 kWe/23.540 kWe = 23,7%. Circa 735 kWe saranno utilizzati per servizi ausiliari alla centrale e altro (verosimilmente per il supporto energetico di nuove attività industriali che in prospettiva dovrebbero insediarsi in prossimità del sito). Pertanto, il coefficiente di rendimento elettrico netto è a pari a: 4.850 kWe /23.540 kWe = 20,6%. L’energia elettrica prodotta, dedotta la quota di autoconsumo e di alimentazione del sito industriale, sarà venduta alla rete elettrica nazionale.

Verifiche:

Da verifiche condotte con tecnici esperti del settore è documentato che il processo produttivo previsto rende disponibile una quota consistente di calore “residuo”; considerate le perdite d’impianto e la quota già prevista di autoconsumo, questo calore potrebbe essere (all’immissione in rete) pari a una potenza di oltre 10 mWt. L’attuale progetto non prevede l’utilizzo di quota significativa di questa energia termica. La politica energetica nazionale, e più precisamente nelle linee guida Regionali, si raccomanda vivamente l’ottimizzazione delle produzioni energetiche attraverso sia forme di cogenerazione (elettricità-calore) che attraverso reti di teleriscaldamento sfruttino al massimo tutta l’energia primaria attivata (in questo caso le biomasse bruciate quale combustibile). A maggior ragione considerando i significativi incentivi che vengono dati per la produzione elettrica da fonti rinnovabili * .

 * Nelle linee guida Regionali si raccomanda un rendimento totale finale della cogenerazione  - elettricità + calore –  pari al 75%

Il Combustibile:

Il combustibile previsto per l’alimentazione della centrale è costituito da biomassa legnosa derivante (quale residuo-scarto) dalla lavorazione meccanica di Cartiera Italiana SpA (solo nell’area di Serravalle è indicata la collocazione del nuovo impianto), attiva nella produzione di pasta cartaria. Il fabbisogno complessivo di materiali per la combustione viene stimato dai proponenti in circa 72.000 tonnellate all’anno. La fornitura della biomassa da parte di Cartiera Italiana SpA è previsto avvenga sulla base di un contratto pluriennale.

 

dubbi in merito alla realizzazione e ai risultati del progetto

 

Sostituzione vecchio impianto:

La proprietà  indica che l’attuale progetto sia in sostituzione di un precedente impianto a combustibile fossile di potenza pari a circa 50 mW termici.

Facciamo notare che parliamo di un impianto dismesso da oltre 20 anni, definirlo quindi in sostituzione è assolutamente improprio e fuorviante rispetto alle valutazioni attuali d’impatto.

Approvvigionamento:

Le linee-guida emanate dalla Regione Piemonte (similmente approvate anche dalla Provincia di Vercelli) affermano che questi impianti vanno realizzati secondo una logica di “filiera corta”. Con ciò si intende che le risorse naturali dovrebbero essere reperite sul territorio entro un raggio non superiore a 70 km dal punto di ubicazione dell’impianto, e addirittura la configurazione ottima si ha quando l’approvvigionamento deriva dall’integrazione con la filiera produttiva locale di lavorazioni industriali (o agro-forestali) a monte. Lo scopo di queste raccomandazioni è quello di non annullare i benefici  di riduzioni delle emissioni nocive (in particolare CO2) con eccessivi costi e inquinamenti derivanti dai trasporti, oltre che garantire lo sviluppo di attività imprenditoriali diffuse di livello locale. Alla luce dei dati desunti dalla progettazione, viene indicato un fabbisogno di circa 72.000 tonnellate all’anno di biomassa [2]. Tale combustibile ben difficilmente potrà essere rappresentato dagli scarti della lavorazione della pasta cartaria realizzata oggi nell’area di Serravalle, in quanto, da una stima attendibile, la massa complessiva di scarti legnosi provenienti dall’attività interna in essere della cartiera non rappresenterebbe che una quota annua minimale del fabbisogno complessivo (max 10%). A tal proposito la proprietà (nella lettera fattaci pervenire e qui in allegato) afferma che: “Per ciò che attiene alle materie prime necessarie, esse proverranno al 100% dalla attuale filiera della Cartiera Italiana”, aggiungendo inoltre che “Le fonti primarie della Cartiera Italiana SpA non sono allocate solo nella nostra area, ma anche nelle zone e province limitrofe nelle quali il materiale è agevolmente reperibile”.

Non si capisce, quindi:

1.     quale sia la natura e la quantità dell’attuale materiale di scarto usabile da lavorazione interna,

2.     quale e quanto materiale si prevede quindi debba provenire dall’esterno,

3.     da dove e da quale distanza e quali nuove problematiche si determineranno.

Sono quesiti, questi, che, se non trovassero conformi risposte, contraddirebbero le linee-guida emanate da Regione Piemonte/Provincia di Vercelli.

La filiera corta per l’approvvigionamento:

In particolare sull’aspetto dei trasporti è assolutamente necessario verificare il reale impatto. Considerando solo le 72.000 Tonnellate di biomasse da loro dichiarate, tradotte in metri cubi sono un totale anno di 195.000 metri cubi, ogni container-cassone porta circa 27 m3, quindi si dovranno movimentare 7.200 cassoni-conteiner anno; nel caso di autotreni a rimorchi (2 cassoni), risultato circa 10 autotreni al giorno su una viabilità provinciale già assai critica. Se invece di biomassa verrà movimentato legname in tronchi, il risultato andrà moltiplicato almeno per 4 volte.

Sul tema della filiera corta, verificati i documenti specifici contenuti nel PTI della Valsesia, recentemente approvato dalla Regione Piemonte, si sottolinea come il territorio valsesiano non disponga della capacità d’approvvigionamento sufficiente per supportare l’alimentazione di un impianto di dimensioni pari a quello di Serravalle, dal momento che la sua capacità di offerta di cippato a 3-5 anni, considerando un tasso annuo di ricrescita naturale dei boschi pari a 4-5 q. per ettaro, equivale a circa 20 mW di potenza termica gestibile, buona parte della quale assorbita dai fabbisogni di altre centrali termiche già presenti sul territorio o nuove previste in base al PTI stesso.

Quindi è difficilmente prevedibile la possibilità d’integrazione produttiva della centrale di Serravalle con la realtà forestale Valsesiana, mentre di un certo interesse potrebbe essere lo sviluppo delle attività di tipo forestale nell’area della Comunità collinare e dell’alto novarese.

Materiale utilizzato come combustibile:

La proprietà, nella lettera di cui in allegato, con riferimento alle fonti primarie per la combustione, afferma che “nella attuale situazione di mercato e di grave crisi di molti settori (truciolare, compensato, imballaggi, mobili) possiamo affermare che ve ne è in esubero…”. Quest’ultima affermazione sembrerebbe quindi cozzare con la precedente dichiarazione circa l’intera provenienza delle materie prime dalla filiera della Cartiera Italiana (dato che la Cartiera non produce né mobili, né imballaggi, né pezzi di compensato e men che meno genera truciolati come materiali di scarto).

Si tenga presente che la richiesta di autorizzazione riguarda l’uso esclusivo di polpa e corteccia legnosa, ovvero legna vergine non trattata. Diversamente si andrebbe anche in questo caso ad alterare quello che è un’autorizzazione assolutamente vincolata ad un impianto a biomassa con caratteristiche di combustibile ben definito, per evitare problematiche della gestione delle emissioni di fattori inquinanti.

Utilizzo razionale del calore prodotto:

Si premette che, allo stato attuale delle cose, l’Amministrazione Comunale di Serravalle Sesia non ha in programma, stante la relazione triennale programmatica, la realizzazione di alcuna rete di teleriscaldamento comunale, in aggiunta a quella precedentemente citata che collegherebbe solamente quattro edifici pubblici comunali (Centro Anziani, Municipio, Scuola Media, Scuola Materna). Come già anticipato tali edifici necessitano di c.a. 300 kW sui c.a. 10 mW termici che come abbiamo visto risultano potenzialmente disponibili. Si fa tuttavia rilevare che da un puntuale studio di fattibilità realizzato per una centrale analoga a Borgosesia (dove ci sono diverse scuole e un ospedale), fatta la debita proporzione con la nostra disponibilità di calore, si potrebbe essere in grado di scaldare circa 400 mila m3 di edifici. Quindi, quand’anche fosse realizzata una rete di teleriscaldamento a livello comunale, non si arriverebbe ad una adeguata saturazione dell’energia primaria (calore) prodotta. Tale valore appare dunque sovradimensionato rispetto con la struttura urbana del comune di Serravalle Sesia. Ne risulta che una larghissima parte del calore verrebbe di fatto dissipato, con effetti, a nostro avviso, anche in questo caso non positivi.

Sostenibilità del progetto e ricadute positive per la collettività.

L’impressione è che, al posto di seguire il percorso progettuale più corretto rispetto al contesto d’insediamento (ovvero quantificare in un primo momento il fabbisogno energetico di cui il territorio ha bisogno ed è in grado di assorbire e procedere quindi ad una progettazione coerente ed alla scelta della tecnologia più adeguata), si sia seguito un percorso opposto, in cui dapprima si è avviata una fase di progettazione, evidentemente tarata su una dimensione tale da consentire di ripagare l’impianto in tempi ragionevoli attraverso il flusso finanziario proveniente dalla produzione elettrica, senza indagare l’effettiva destinazione dell’energia complessivamente generata dalla centrale.

Tale percorso è pienamente legittimo dal punto di vista dell’imprenditore, che è quello di trarre profitto dalle attività industriali intraprese, peraltro in questo caso dislocate su aree di proprietà, ma l’ottica dell’ente locale (Comune, Provincia o Regione) dovrebbe essere quello di verificare la fattibilità del progetto sotto il profilo dell’impatto economico, ambientale e sociale per il territorio.

Inoltre, interroghiamo sull’opportunità di avviare uno studio sul campo del vento relativo all'area di Serravalle Sesia, in considerazione della configurazione valliva del territorio.

fonte: estratto resoconto comitato civico di Serravalle.

 

La presa di posizione di Scavarelli sulla

CENTRALE a BIOMASSE a SERRAVALLE SESIA

 

 

LETTERA APERTA AI MEDIA...

Caro On. Buonanno,

desidero farla partecipe di quello che sarà in un futuro non troppo lontano, il principale problema di Serravalle, e dell’intera bassa Valsesia, ovvero la paventata costruzione entro il 2010 di una grande centrale termo-elettrica privata.

            Il problema consta innanzi tutto nel fatto che la centrale di ben 23.000 kw t, ubicata nella zona centrale del paese, stando alle dichiarazioni dell’imprenditore interessato dovrebbe, in caso di necessità, bruciare anche residui di lavorazione di mobilificio quali: truciolati, imballaggi, compensato ecc. quindi si presume anche residui di collanti o altri composti chimici dannosi per la salute, cause di numerose patologie tipo il cancro.

            Inoltre, il materiale bruciato durante il normale ciclo di combustione, ossia il cosiddetto “ cippato ”, dovrebbe essere reperito percorrendo lunghe distanze, se ne deduce quindi che le 72.000 tonnellate annue necessarie, provocheranno un intenso traffico di mezzi pesanti, già inquinanti di per se, che andranno a congestionare ulteriormente la già insufficiente rete viaria della bassa valle. Se a questo si somma che la centrale, se pur venisse realizzata a regola d’arte sarà comunque altamente inquinante già solo per le migliaia di tonnellate di anidride carbonica e di polveri sottili ( e speriamo non molto altro ) che saranno riversate in atmosfera in una zona a dir poco inadatta e proprio nel cuore del nostro bel paese.

            I dati sino a qui da me citati, saranno da lei facilmente appurabili, in quanto membro della commissione provinciale chiamata a decidere.

            Senza dilungarmi oltre, volevo porre l’accento sul fatto che questa opera NON avrà (almeno nelle intenzioni) alcun vantaggio per la popolazione locale ne in termini di energia elettrica ne in termini di riscaldamento. Anzi contribuirà ad una svalutazione delle case e dei terreni di tutta la bassa Valsesia

Sembra quindi il solito vecchio vizio tutto italiano di certi imprenditori che tendono a privatizzare i vantaggi e a socializzare i disagi.

Il mio sfogo non è quindi  strumentale, come spesso succede nel nostro Paese da parte della sinistra( vedi no TAV, discariche, inceneritori ecc..) ma riferito ad un problema ambientale reale e ad una realizzazione che non darà alla cittadinanza nessuna occasione di sviluppo o vantaggio in termini socio-economici; infatti non ho neppure avvertito la volontà dichiarata di assumere, per il funzionamento della stessa, manodopera esclusivamente locale e  il paventato teleriscaldamento degli edifici comunali è un investimento ridicolo rispetto alla quantità di energia termica sprecata dalla centrale; infatti la centrale ha la potenza per riscaldare 5 paesi come Serravalle.

 Inoltre  l’ amministrazione di Serravalle, NON ha MAI rassicurato che tale risparmio sul riscaldamento venga ridistribuito attraverso un ritocco a ribasso di alcune imposte comunali.     

Quindi spero che l’evidenza di molti gravi disagi in termini di salute e l’altrettanta palese assenza di giovamento alcuno alla popolazione, la faccia convenire con le mie tesi.

La prego quindi, di dare  una mano in questa battaglia alla cittadinanza della bassa Valsesia, avendo Lei incarichi di rilievo a livello provinciale e nazionale, proprio in rappresentanza dei cittadini valsesiani cui Lei stesso si è più volte definito “il Paladino”.  Inoltre le riconosco una indubbia capacità di indirizzo nei confronti del Sindaco di Serravalle Sesia  e suo successore, che fin qui ha fatto orecchio da mercante sulla questione.

Quale migliore occasione per dimostrare a chi, come me le ha sempre rinfacciato di occuparsi principalmente di questioni di poco conto a scopo meramente pubblicitario, di fare qualcosa nel reale interesse del suo paese d’origine.

Spero quindi di poter collaborare attivamente con Lei e nel caso di ricredermi e plaudire al suo cortese impegno sulla questione.

La ringrazio sentitamente certo in una sua sollecita e concorde risposta in merito e approfitto dell’occasione per invitarla ufficialmente a diventare parte attiva in un gazebo che organizzerò a favore dei cittadini della bassa Valsesia  

X                                            LISTA CIVICA SERRAVALLE CORRE VELOCE

Il consigliere Alessandro Scavarelli

 

 

seconda lettera all'On. Buonanno

 

 

2a presa di posizione di Scavarelli sulla

CENTRALE a BIOMASSE a SERRAVALLE SESIA

 

 

 

Caro On. Buonanno,

non avendo ancora ricevuto risposta - a meno che arrivi entro oggi – mi vedo nuovamente costretto a richiedere al gentile Direttore di questo giornale dello spazio per rinnovarle il mio appello a dirci cosa ne pensa di questa centrale.

Innanzi tutto, visto il suo silenzio, penso di non farle cosa sgradita a ringraziare il Signor Pizzi Adriano per aver risposto alla mia lettera in sua vece- ho il sospetto ormai che l’arroganza dimostratami sia motivata proprio dal suo favore politico- ma non intendo proseguire oltre la polemica innescata nei miei riguardi. Sono comunque contento che Pizzi sia andato a visitare il mio sito dove anzi, invito ad andare anche lei Onorevole a visionare l’ulteriore materiale a proposito di questa centrale che mi sono prodigato a postare.

Tornando al punto, capirà Onorevole, che le ragioni imprenditoriali del Sig. Pizzi, sono chiare a tutti ma ciò che deve essere preso in considerazione sono in primis gli interessi dei cittadini e del territorio che Lei rappresenta. Infatti ritengo che progetti di questo tipo richiedano una valutazione seria del proponente e del piano industriale e in merito a questo mi permetto di avanzarle un dubbio che ha attraversato la mia mente e quella di diversi cittadini di Serravalle: e se la centrale a biomasse venisse gestita come è stata gestita la Cartiera con i risultati sotto gli occhi di tutti?

I serravallesi conoscono l’esito che hanno avuto da diversi lustri le varie promesse di sviluppo che, la proprietà della Cartiera, unitamente all’ Amministrazione comunale hanno elaborato negli anni e ai quali pochi credono ancora. Oggi tutto ciò che ci troviamo sul piatto per ospitare una centrale di queste dimensioni- e forse risolvere il problema cartiera- sono 16 nuovi posti, pochi edifici comunali riscaldati e tante promesse future. Onestamente mi pare poca cosa rispetto al potenziale sviluppo perso in tutti questi anni dalla cartiera e di riflesso da Serravalle.

Quale rappresentante di una parte di elettori e comunque in linea con la mia coscienza, non vedo in questo progetto aspetti positivi per la comunità. Per quanto mi riguarda, penso che così com’è questa centrale non si dovrebbe fare indipendentemente da quello che sostiene la mia parte politica questo proprio a riprova del fatto che ciò che mi interessa è unicamente la tutela dei cittadini e del territorio.

Vogliamo fare la giusta scelta energetica per Serravalle e contribuire ai problemi ambientali del mondo? Forse questo non sarebbe l’interesse primario di Pizzi, ma facciamo come fanno in quelle valli montane che hanno a cuore tutto questo veramente: riduciamo la potenza della centrale a biomasse a ciò che è strettamente necessario al teleriscaldamento del nostro bel paese e prima della centrale, provvediamo ad installare un bell’impianto di teleriscaldamento che possa portare il caldo della centrale in tutte le case di Serravalle.- soluzione che tra le altre cose, non farebbe le svalutare- di modo che si spengano realmente le caldaie a gasolio e a metano. Nessuno poi vieta di prevedere il teleriscaldamento anche per i nuovi insediamenti e le nuove possibilità prospettate da Pizzi quando arriveranno in quell’area ( come tutti potremmo auspicarci).

Invece, per non saper ne leggere ne scrivere, la dimensione di questa centrale è tale che potrebbe riscaldare ben oltre tutto questo e probabilmente non esagero dicendo Serravalle e Borgosesia insieme.

In conclusione non ci faccia pensare che quando i problemi hanno risvolti populistici ed elettorali a Lei favorevoli, il Paladino della Valsesia urla a gran voce, mentre se imprenditori a lui vicini politicamente decidono per opere impopolari, il nostro deputato non ha il coraggio di prendere posizione, giocando semmai a scaricabarile o nascondendosi dietro un dito anche se le stesse riguardano il suo paese.

Una volta per tutte caro On. Buonnanno, lei è favorevole o contrario a questa bomba ecologica di centrale?  GRAZIE

Rinnovo l’invito all’Onorevole Buonanno al gazebo che intendo predisporre a Serravalle sabato 7 febbraio per informare i cittadini

 

X                                            LISTA CIVICA SERRAVALLE CORRE VELOCE

Il consigliere Alessandro Scavarelli

 

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